
Lo studio
La proteina beclin-1 è responsabile dell’autofagia, il meccanismo cellulare che permette la degradazione e il riciclo dei componenti cellulari danneggiati. I ricercatori avevano già mostrato in una ricerca precedente che la mutazione di questa proteina aumentava il tasso del riciclo nel cervello e nei muscoli e migliorava le funzioni cognitive dei topi malati di Alzheimer: ora hanno scoperto che la stessa mutazione promuove la longevità e riduce il rischio di sviluppare tumori e diverse malattie legate a cuore e reni.
“Levine e colleghi hanno prodotto dati eccellenti, mostrando che l’autofagia può allungare la vita del 12%”, commenta David Clancy della Lancaster University, non coinvolto nello studio. “Questo lavoro è molto importante, perché completa quello precedente”, dice Ilaria Bellantuono dell’Università di Sheffield, anche lei estranea alla ricerca, “e fa capire che è possibile interferire con i meccanismi dell’invecchiamento, ritardandone i segni”.
